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Venticinque minuti per andare a scuola

 Venticinque minuti per andare a scuola, e non si può fare a meno di auto e scooter

 
Legambiente e Euromobility raccontano le abitudini degli studenti

 Che fatica, raggiungere la scuola. Lo dicono i 5516 studenti di 8 città che sono stati interpellati per l’indagine Legambiente-Euromobility per comprendere le abitudini di mobilità degli studenti italiani. Il quadro che emerge non è proprio confortante: ci si impiega tanto, e spesso si è costretti a usare un mezzo privato per raggiungerla, a discapito dell’ecologia e del traffico.

 
Venticinque minuti: eccola la media del tempo impiegato dagli studenti delle scuole superiori, proprio la stessa dell’anno scorso. Non c’è stato alcun miglioramento delle abitudini di spostamento degli studenti, nonostante le campagne a favore della mobilità ecologica. Se a Roma la scelta della scuola di quartiere fa abbassare questa media a 11 minuti, sono gli alunni di Torino a impiegare più tempo, con 33 minuti di media. A 15 e 16 anni uno studente su tre usa veicoli privati a motore: e se lo 0,9% dei 15enni guida il motorino, la percentuale si alza al 3,5% tra i 16enni. Al crescere dell’età aumenta anche l’uso di scooter e macchine, fino a raggiungere la percentuale di quasi il 40% a 19 anni e addirittura il 50% a 20 anni.
 
Tra le otto città prese in considerazione, Carrara e Roma sono quelle più motorizzate: auto e scooter rappresentano per otto studenti su 10 il mezzo abituale di trasporto per raggiungere la scuola e per tornare a casa. Il capoluogo dove piedi, bici e trasporto pubblico sono più diffusi è Venezia-Mestre. A Roma invece ci si sposta quasi sempre con mezzi a motore (68,9%) con una preferenza marcata per l’auto (55,4%), anche se la scuola è più vicina. Lo scooter è il mezzo preferito a Carrara, e quello meno usato a Potenza. Ravenna è la regina della bicicletta (39,1%) mentre Torino è quella dei mezzi pubblici, con sei ragazzi su dieci si affida a bus, tram e metropolitana.
 
L’uso di un mezzo piuttosto che di un altro influisce anche sull’inquinamento ambientale: l’impatto maggiore si registra a Roma, con 29 milligrammi di Pm 10 (le piccolissime sostanze inquinanti su cui si misura il grado di inquinamento) ogni chilometro percorso, mentre a Torino e Venezia c’è l’impatto minore (12 e 10 milligrammi rispettivamente). Stesso discorso per le emissioni di anidride carbonica (Co2), che sono limitate a 128 kg/anno complessive a sutdente a Venezia e a 145 kg/anno a Ravenna ma raggiungono i 511 kg/anno a Catania.
 
«Sebbene l’86% delle famiglie abiti a meno di un quarto d’ora a piedi da asilo, elementari, medie e superiori, almeno dieci milioni di persone scelgono di effettuare il tragitto in automobile, dando un contributo importante alla congestione, alle emissioni di inquinanti e stimolando nei ragazzi un’abitudine allo spostamento motorizzato», sottolinea Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane Legambiente. Ma come si fa ad evitarlo? «Non dobbiamo più limitarci ad applaudire da lontano le città del mondo organizzate con pianificazione degli orari e ottimi servizi di mobilità e non possiamo più essere condannati a vivere in città disorganizzate, autocentriche e in balia di ingorghi quotidiani, emergenze smog e servizi collassati- risponde il sottosegretario ai Trasporti Erasmo D’Angelis - Dalla riforma del Codice della Strada in corso in Parlamento alle nuove politiche di investimenti sulle infrastrutture su ferro come metro e tramvie nelle aree metropolitane, da Palermo a Milano, dal rilancio della ciclabilità come mezzo di trasporto urbano alla riforma del trasporto pubblico locale con incentivi per gli abbonamenti, per la prima volta dopo anni il governo mette al centro un’idea di città e la qualità urbana». E tra pochi giorni sarà anche disponibile e scaricabile gratuitamente la nuova App del Ministero dedicata alla sicurezza nelle aree urbane, collegata alla campagna di comunicazione «Sulla Buona Strada»: «Un altro passo per tutelare, e quindi incentivare ,pedoni e ciclisti», conclude D’Angelis.
 
Fonte: Corriere della Sera
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