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Pm10: da Senigallia tre mosse per permetterle ko

viveresenigallia
 
Partono da Senigallia le direttive alla Regione per contrastare il fenomeno delle pm10. Niente blocco totale del traffico ma piuttosto azioni mirate che darebbero risultati costanti nel tempo.

Il Comune, tramite l'Anci, ha presentato precise proposte da adottare in ambito regionale. “Dobbiamo ragionare in un'ottica di area vasta perchè il problema delle pm10 riguarda tutta la regione non solo Senigallia -premette il sindaco Maurizio Mangialardi- se anche la nostra città si muovesse da sola, con azioni personali, non andremmo da nessuna parte e non otterremmo alcun risultato. La proposta che abbiamo avanzato invece è quella di realizzare un provvedimento che sia realmente gestibile e non vessatorio”.

No al blocco del traffico, difficilmente gestibile anche dal punto di vista dei controlli e troppo impositivo per i cittadini, sì invece a nuove abitudini e stili di vita. Tre le mosse per mettere ko le famigerate polveri sottili. “Tramite l'Anci abbiamo proposto alla Regione tre provvedimenti da adottare -aggiunge Mangialardi- la deviazione del traffico pesante sull'A14, il controllo della temperatura dei termosifoni e delle caldaie, e controlli più serrati nelle ztl. Il blocco totale delle auto? Non è gestibile e non dà risultati duraturi nel tempo”. Senigallia dal canto suo ha già intrapreso una serie di provvedimenti mirati anti-smog.

“Abbiamo scelto di agire su provvedimenti infrastrutturali facendo leva su una serie di azioni che vanno dal nuovo piano urbano del traffico, che fa leva su ampliamenti delle aree pedonali e delle ztl, il potenziamento del trasporto pubblico, l'estensione delle reti delle piste ciclabili, e novità come il car pooling e il bike sharing”. Il primo cittadino fa chiarezza anche sulla delocalizzazione delle centralina di rilevamento delle pm10 dell'Arpam trasferita dalla curva della Penna, ad elevato traffico, al più tranquillo parco della Pace.

“L'Unione Europea ha detto a tutti i comuni che siamo incappati in una infrazione legata al rilevamento dei dati delle centraline delle polveri sottili -spiega Mangialardi- e questo perchè le nostre centraline sono vecchie ed evidenziano soltanto il picco più alto di pm10 e non il fondo (il valore di pm10 distribuite nell'aria). L'Unione Europea dice che il dato che ci deve interessare non è quello misurato nei punti di maggior traffico veicolare (dove tra l'altro è ovvio registrare valori più alti di polveri sottili) ma quello distribuito nella città e respirato da tutti”.

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it

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