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Mobilità Consapevole: 10 regole per un trasporto tutto nuovo e più pulito

 Un vero e proprio decalogo per promuovere nel nostro paese il concetto di mobilità sostenibile e più che mai “consapevole”. E’ questo il progetto della prima conferenza per un futuro più roseo del trasporto “verde”.

 Ci siamo! Ecco finalmente la notizia che tutti aspettavamo da tempo. Quello che mancava per iniziare in bellezza le vacanze estive. Un vero percorso in 10 punti per definire e bel propagandare “a macchia d'olio” i concetti di Mobilità Consapevole e di Trasporto Verde in Italia, per combattere e debellare definitivamente il virus del cattivo traffico e del troppo inquinamento. Tra le questioni affrontate affiorano problemi da sempre lasciati “in sospensione”, mai seriamente risolti o risolutamente chiariti: trasporto pubblico, mobilità dolce, veicoli a basse emissioni, bike & car-sharing, bio-carburanti, nuove tecnologie per l' automotive, telelavoro, trasporto marittimo e su rotaia a basso impatto ambientale. Mettetevi comodi quindi che l'occasione per capirci qualcosa è ghiotta, prendete carta e penna e segnatevi questi dieci punti tutti troppo importanti per il nostro futuro almeno “sulla strada”.

 
I 10 Comandamenti per la nuova MOBILITA' CONSAPEVOLE:
 
 1 - diffusione di nuovi veicoli stradali a basse emissioni 
 (calo emissioni del 30% in 10 anni, veicoli a gas-elettrico pari al 20% parco macchine nazionale tra 20anni);
 
 2 - sviluppo di biocarburanti di seconda generazione
(non in competizione con la produzione alimentare per raggiungere il 20% del totale nel 2030);
 
 3 - trasporto marittimo a bassi consumi energetici ed impatto ambientale;
 
 4 - informazioni tecnologiche al servizio dell'automotive;
 
 5 - incremento del trasporto pubblico e condiviso nelle aree urbane (car-sharing - bike-sharing);
 
 6 - aumento della mobilità ciclo-pedonale; 
 
7 - incremento del trasporto metropolitano e regionale su rotaia (stazioni ferroviarie come nodi della mobilità pubblica, aumento del trasporto merci ferroviario);
 
 8 - incremento delle politiche insediative;
 
 9 - adozione del Telelavoro; 
 
10 - riduzione del numero degli spostamenti giornalieri.
 
I dati relativi agli indicatori di sostenibilità per il settore trasporti in Italia, spiega il comitato che ha promosso questi Stati generali "green", continuano ad essere negativi: l'Italia, oltre ad essere il primo paese UE per numero di auto private per cittadino, è anche quello con le percentuali di trasporto merci su ferrovia più basse, con la minore incidenza di trasporto pubblico metropolitano e con una mobilità ciclo-pedonale di molto sotto la media europea. Inoltre gli "italici" trasporti producono circa 1/4 delle emissioni totali di CO2 (anidride carbonica nell'aria, ndr) , causando il 33% dei consumi finali di energia (la seconda voce di spesa al consumo per tutte le famiglie italiane). L'Italia è il secondo paese manifatturiero europeo e possiede aziende leader nel settore dell'automotive e dell'Infomobility, della cantieristica navale, nel settore elettromeccanico e dell'automazione ma anche in settori minori come il trasporto a fune o le biciclette. Per ciascuno di questi settori esistono distretti produttivi, filiere, indotto, sapere tecnico, know-how e capitale umano. Una transizione verso la “Green Economy” gestita con intelligenza, può rappresentare un'opportunità strategica non indifferente per l'economia italiana in questo momento di nera crisi. Cosa aspettiamo? Le idee ci sono. Se non ora, quando?
 
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